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La rubrica di Roma Night Walk

 
 ARTICOLO 1         19 ottobre, 2005

 

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Romanesco, romanaccio o coatto?  
 

Il vecchio dialetto di Roma, il Romanesco ... letto nelle poesie di antichi e famosi poeti quli Trilussa.

Oggi? Roma non ha più un vero e proprio dialetto, tant'è che non si parla più di romanesco ma più di Romanaccio, cioè una via di mezzo fra la forma dialettica Romanesca e l'italiano ... o quello che pare italiano perlomeno.

Tante cose sono rimaste però di questo dialetto, per esempio le "storpiature" delle parole: raddoppiare le consonanti di una parola o al contrario toglierne una, scordarsi le vocali

Io sono 'a chitara  .... esempio classico  la "u" di suono è sparita fra gli incisivi, la "l" dell'articolo che è troppo faticoso da dire, ed ecco la regina, la doppia "RR" di chitarra che diventa una.

Potrei pensare che il romanaccio è una lingua pigra, cioè economizza sulle lettere

 

Ovviamente, utilizzando un termine anglosassone, si tratta di uno slang, cioè di un modo di comunicare, difficile per esempio scrivere come ho fatto poco fa una frase romanaccia tale e quale a come viene detta.

 

Un particolare sul quale fare attenzione per esempio è la parola ciao il romano la C la scivola un po' alla serpentesca, non si nota tantissimo ma il ciao di un romano suona più come un sciao, la cosa non è passata inosservata per esempio a chi ha tradotto e doppiato in un famoso cartone animato di Asterix e Obelix, dove i romani rapiscono Panoramix il druido tentando di avere la famoza pozione della forza ... alla fine della puntata il povero romano "cavia" che invece di bersi la pozione miracolosa della forza si beve quella che lo fà diventà n'ucelletto guardando la battaglia che si svolge sotto di lui mentre se la vola tranquillo, saluta tutti con un soave SCIAAAAAOOOOO .... e se ne vola via!

 

Insomma, il romanaccio è l'antica lingua di Roma, il romanaccio è ciò che ne è diventato, ma rimane ancora la forma di parlare del coatto ...  detta anche scoattare o coattaggine ...

In questo caso il romanaccio viene esasperato in una forma brutale e spesso volgare. D'altronde il coatto è il classico bullo, quello bello ma cattivo, quello che .... "mo' tte sdrumo!" un modo per dire "ora ti prendo e ti faccio male!"

Non sempre però la calata coatta è volgare e antipatica, esistono tante frasi classiche da coatto che possono risultare simpatiche, soprattutto per la fantasia utilizzata per inventarsela ...

"stai fori come 'n barcone" tradotto: "stai fuori come un balcone", cioè hai detto o fatto qualcosa di "strano", da pazzerello ...

 

Un prossimo articolo sarà una recensione piena di frasi e relativa traduzione ... promesso!

 

Per chiudere però, un po' di vero romanesco:

 

UNA MOSCA E ER RAGNO di Trilussa:

 

Una mosca diceva: - Io nun me lagno:

passo la vita mia senza fà gnente,

volo su tutto e quer che trovo magno.

Se nun ce fosse er Ragno

ringrazzierei Dio Padre Onnipotente... -

 

Er Ragno barbottava: - Io me lamento

perché da quanno nasco insin che moro

nun me fermo un momento

e lavoro, lavoro...

Dato lo stato mio

nun posso ringrazzià Domineddìo:

ma bisogna però che riconosca

c'ha creato la Mosca...

 

 

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